Shopping, quando la Paposità ti porta in una boutique
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Shopping, quando la Paposità ti porta in boutique

Ciao! Come ti avevo anticipato nel post del profilo Instagram e sulla pagina Facebook, oggi ti voglio raccontare della mia prima esperienza a fare shopping per Isabella. La Paposità mi spinge ad affrontare esperienze sempre nuove e sempre più ardue e questa, fidati, è stata veramente tosta.

Se non mi conoscevi prima della nascita di questo blog, devi sapere che per me ho sempre comprato felpe con il cappuccio e pantaloni larghi, inserendo qualche maglione di tanto in tanto. Non ho dunque una grande esperienza nel settore moda, figuriamoci in quello per una bimba.

L’altro giorno dunque, quando sono entrato nel negozio di vestiti per Isabella, mi sono trovato in difficoltà. Un po’ perché le altre volte ho fatto shopping per la piccola di casa (leggi l’articolo Un giorno di shopping, più leggero il portafogli) ero insieme a mia moglie e un po’ perché la scelta era davvero vasta.

E se fosse la scelta stessa il vero shopping?

Scartate le opzioni più stravaganti, sono andato sicuro su dei jeans. Lo shopping è poi continuato con un vestitino, con delle collant – sì, ho capito finalmente cosa sono – con un dolcevita rosso e un paio di pantaloni blu scozzesi. Naturalmente, vestitino a parte, i pantaloni sono stati tutti comprati di una taglia in più di quella che attualmente indossa. Questa mia scelta si è basata sul fatto che Isabella è in piena fase crescita e quindi è sciocco comprarle qualcosa della sua taglia. Questa regola mi è stata insegnata da mia mamma la quale mi ripeteva sempre: “Compra qualcosa di una taglia in più, tanto poi cresci.” L’ho sempre fatto per me e, siceramente, ancora lo faccio pensando di essere ancora nell’età dello sviluppo.

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L’altro giorno ho deciso di andare a fare shopping per la piccola di casa. Devo dire che è strano entrare in un negozio di vestiti per bambina e dover scegliere. Nella mia vita ho comprato quasi sempre felpe con il cappuccio e pantaloni rigorosamente baggy, capi che ancora adoro indossare. L’essere circondato da gonne, pantaloni, magliette a manica lunga e corta, vestiti e collant mi ha messo in difficoltà. Almeno all’inizio. In quel negozio mi sentivo un po’ fuori posto, ma te ne parlerò meglio nel prossimo articolo del blog. La ricerca della Paposità continua… . . . . . #vitadapapà #papaefiglia #papainfasce #figlia #figli #genitori #amore #daddydaughtertime #daddysgirl #daddy #daugther #vestiti #fashion #moda #abitibambina #abitibimba #Paposità #Instamoment #instapapà #instagood

Un post condiviso da Papà in Fasce – Roberto Monti (@papa_in_fasce) in data:

Quando la Paposità mi spinge in zone sconosciute, prendo coraggio e vado

Insomma, questa è stata un’esperienza che mi ha portato ancora una volta a riflettere su ciò che sia meglio per Isabella. Se ripenso a come ci vestivamo noi quando eravamo bambini e lo paragono ai vestiti che ho visto, posso solo concludere che, anche nel settore della moda, si cerca di far bruciare le tappe ai nostri figli, portandoli ad essere delle piccole donne e dei piccoli uomini da sfilata. Forse la mia è solo nostalgia dei tempi che furono… oppure no?

Nel districarmi in quei reparti, mi è venuto in mente un film che avevo visto molti anni fa, ancor prima che conoscessi quella che sarebbe poi divenuta mia moglie. E il suo titolo è Little Miss Sunshine

Little Miss Sunshine trailer

Questo film, che puoi trovare su Amazon a questo link, racconta il viaggio su di un vecchio e malmesso pulmino, della famiglia Hoover alla volta della California, per le selezioni delle aspiranti Miss America. Una pellicola di una sensibilità incredibile, capace di mettere alla luce alcuni aspetti della nostra società, che spesso pone l’attenzione più sull’apparenza che sulla sostanza. Ti consiglio di vederlo, se non lo hai mai visto. Merita davvero il tempo che gli dedicherai.

In conclusione, la prossima volta che mi verrà in mente di fare shopping per Isabella… ci andrò ancora. Certo, dovrò stare più attento a non farmi prendere la mano, ma si sa, se nella vita non ci provi, non saprai mai in cosa migliorare.

Ah, per la cronaca gli abiti sono piaciuti alla piccola di casa, ma anche alla mamma…

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Per oggi è tutto. A presto!

Padre di Isabella, autore di libri noir e appassionato di orologi a pendolo.

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