Pappa

A tavola, prima apparecchiare e poi mangiare

Ciao a tutti! Siamo entrati ufficialmente in quelli che i pediatri chiamano la fase dei TERRIBILI DUE e ce ne siamo accorti mangiando. Vi voglio raccontare cosa è accaduto a tavola e come abbiamo risolto, almeno per il momento, la situazione.

Isabella non è certo una che si tira indietro quando c’è da mangiare. Ha infatti sempre divorato ogni pietanza. Erano però tre giorni che, una volta messa sul suo seggiolone, la piccola di casa si, come dire, indispettiva. E non poco.

Non capivamo il perché. A tavola si era sempre trovata a proprio agio. Erano cambiati nel tempo i modi per tenere l’attenzione alta e quindi farla mangiare. Con le prima pappe, le leggevamo dei libri. Poi venne il tempo delle storielle con degli animaletti di legno. Finalmente con le pietanze che anche noi mangiamo, mangiare a tavola era diventato un vero spasso. In tutti questi cambiamenti, non abbiamo mai voluto utilizzare il televisore. È stata ed è una faticaccia, ma continueremo a resistere.

Qualche giorno fa invece, le urla e i pianti, con tanto di lancio del piatto pieno di pappa dalla nostra cucina a quella della vicina di casa, si sono palesate. Avevamo sin timore nel metterci a tavola, temendo quel suo comportamento che precedentemente non aveva mai tenuto.

Eravamo disperati. Poi, dopo un pranzo incredibilmente agitato, un’epifania ci ha illuminato: coinvolgere Isabella nella preparazione della pappa. Avevamo intenzione di costruire un gioco attorno al cucinare anche perché lei adora questo tipo di passatempo (Leggi anche In cucina con Isabella, pappa a tutte le ore) Non certi che potesse funzionare, abbiamo comunque voluto provare. Adesso vi racconto come si sono svolti i fatti.

Il piano: scegliere e apparecchiare

Prima di metterci ai fornelli, abbiamo chiesto a Isabella cosa preferisse fra la pasta a forma di farfalle o di mezze penne; se fossero più gustose le carote oppure le zucchine. Dopo averci esposto le sue preferenze nella sua lingua, abbiamo optato tutte e tre insieme per le farfalle e le carote.

Lentamente l’orario della cena si avvicinava così come la seconda parte del piano. Apparecchiare la tavola, nel nostro immaginario, doveva essere il momento per attirare l’attenzione di Isabella e non farla schiodare più dalla pappa. Le sono stati quindi consegnati piatti, forchette, bicchieri e tovaglioli da sistemare sulla tavola. Per la cronaca, niente è caduto a terra.

Poi, arrivò il momento fatidico. Veronica ed io eravamo tesi, ma non lo davamo a vedere. Sorridevamo a Isabella e lei sorrideva a noi. Seduta sul suo seggiolone ha cominciato a mangiare la pappa, raccontando a suo modo la giornata. Farfalle con panna e prosciutto; bistecchina con le carote e banana: tutto mangiato senza problemi e senza capricci.

Da quel giorno, ormai ne sono passati quattro o cinque, continuiamo questo rituale di messa a tavola. Non abbiamo più avuto problemi, e quelli che ci sono stati non si sono minimamente avvicinati ai pianti disperati che ci hanno portato a questa nuova strategia. Naturalmente incrociamo le dita ogni volta che si inizia a cenare, ma questa è un’altra storia …

Morale della favola: ogni volta che pensi di aver trovato una quadra nel gestire tua figlia, basta un quarto d’ora in cui lei cresce per scombinare tutto.

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Per oggi è tutto. A presto!

Padre di Isabella, autore di libri noir e appassionato di orologi a pendolo.

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