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Coronavirus, come ha cambiato mia figlia

Ciao a tutti. Sono passati diversi giorni da quando ho scritto l’ultimo articolo. Il lancio delle FAVOLE IN FASCE mi ha preso molto tempo tra registrazioni e fiabe da inventare. Vi ringrazio tutti per seguirmi in questo nuovo spazio e e vi invito a contattarmi se avete una favola da proporre. Tuttavia però, il vero motivo per cui ho tardato un po’ a scrivere, è per colpa di questo dannato Coronavirus.

Noi tutti abbiamo a che fare con questo silenzioso nemico che ci sta costringendo a vivere in isolamento. Le uniche uscite che ci permettiamo di fare sono per fare la spesa (una volta ogni settimana) e per far fare i bisogni alla nostra cagnolona Luce. Solo dopo aver trascorso venti giorni fra le mura domestiche, periodo medio dell’incubazione del Coronavirus, ci siamo decisi a scendere nel cortile condominiale per far giocare un po’ Isabella. Ci siamo pertanto organizzati con le altre famiglie della palazzina per non incrociarci e per permettere a tutti di prendere un po’ di sole.

La piccola di casa ha così potuto collaudare il suo nuovo e fiammante triciclo (grazie zia Vava e zio Ello). Isabella ha fatto anche un paio di pieghe che mi hanno ricordato il Vale nei momenti di gloria.

Parlare e spiegare soprattutto ora ai tempi del Coronavirus

Momenti di gioia a parte vissuti grazie a lei, anche se è un bell’impegno gestire Isabella, la situazione generata dal Coronavirus per noi e per lei comincia a segnarci nel profondo. Talvolta infatti si avvicina alla porta di casa e bussa. Bussa forte e chiama i suoi nonni, i suoi zii e le sue cuginette. Nessuno però risponde al suo richiamo. Sul suo faccino scende un sottile velo di tristezza che però, fortunatamente, in pochi istanti scivola via. Questa sua tristezza, questo suo non poter vedere le persone che ama e che la amano è l’emblema di tutto ciò che noi stiamo vivendo.

Noi le abbiamo spiegato cosa stia accadendo e il perché del fatto non possiamo andare a trovare la nostra famiglia. Non sappiamo quanto lei abbia capito dalla nostra spiegazione, forse poco o magari niente, ma parlare a cuore aperto della realtà crediamo sia il modo corretto per crescere nostra figlia. Lo facciamo sin da quando è nata e continueremo a farlo anche quando sarà grande. Perché non si può insegnare la vita, ma si può educare una figlia a comprenderla.

Continuate a seguire le nostre ordinarie avventura sulla pagina Facebook, dal profilo Twitter, sul mio account Instagram e ad ascoltare le Favole in Fasce.

Per oggi è tutto. A presto!

Padre di Isabella, autore di libri noir e appassionato di orologi a pendolo.

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