Nanna,  Paposità

Nella notte insonne un ultimo valzer e via!

Ciao a tutti! Capita a volte che Isabella si svegli nel cuore della notte che per noi diviene insonne. Di solito non strilla e non piange, ma si limita a dire “Eeeooo” che nella sua lingua credo significhi “Mamma e papà, io mi sono svegliata perché voi no? Se volete che continui a dormire alzatevi dal letto e fate qualcosa altrimenti comincio a raccontare ad alta voce tutti i sogni che ho fatto alla mia nuvolatta Olga” (per chi non la conoscesse, Olga è la nuvoletta che ciondola sopra la Next2Me di Isabella insieme ad altri peluches della giostrina).

La notte appena trascorsa è stata appunto una di quelle in cui si è svegliata.

Mia moglie ha provato a farla riaddormentare, cercando di tutelare il mio sonno, ma non ci è riuscita complice la stanchezza di giornate davvero toste e del freddo che alle 4 di mattina regna sovrano in casa.

La Paposità in azione

Questo è un compito che spetta a un Cavaliere Oscuro, a un Ninja, a un G.I. Joe o, più semplicemente, a un papà!

Quindi, dopo essere stato preso a calci da Veronica, mi sono svegliato e, in men che non si dica, ero pronto per la missione nominata: l’Ultimo valzer e via.

Recuperata Isabella da sotto il piumone, ho subito capito che non sarebbe stato facile questa volta. La tecnica dell’Infinito non aveva effetto su di lei. Mi sentivo già spacciato.

Poi, un forte odore di pipì ha richiamato la mia attenzione: il pannolino era fradicio! Nel buio della nostra reggia, mi sono avvicinato alla zona fasciatoio e, senza far rumore, ho recuperato un pannolino e le salviettine.

Appena tolta dal Sacconanna, Isabella si è girata sulla pancia e ha alzato il culotto, pronta per gattonare. Credo che lei abbia in mente sempre e solo questo, gattonare e mangiare naturalmente.

A ogni modo, una volta cambiata l’ho ripresa in braccio deciso a farla riaddormentare. Ci voleva il valzer, era la mia ultima possibilità.

Con una musica nella mente

Isabella e io abbiamo danzato per una buona mezzora stretti in un affettuoso abbraccio e lei, con la sua testolina appoggiata sulla mia spalla destra, si è addormentata con il sorriso.

Molte sono le cose che ci siamo detti in quel lungo ballo, ma non ho intenzione di dirvele tutte. Una però voglio confessarvela.

Talvolta ancora, non so se capita anche a voi, ma non mi sento del tutto genitore almeno non come impone il protocollo. Allora, durante questa notte insonne, ho domandato a mia figlia se sto facendo bene e se è fiera di me. Lei ha detto “Attata” che nella sua lingua significa “Sei tu il mio papà” e mi ha accarezzato dolcemente la barba.

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Per oggi è tutto. A presto!

Padre di Isabella, autore di libri noir e appassionato di orologi a pendolo.

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