Paposità

Le prime 24 ore papose a casa con Isabella

Buongiorno o buona notte a tutti. Scusate, ma ho già perso la percezione del tempo. Le prime 24 ore di Isabella a casa hanno già fatto capire di che pasta sia fatta: ottima, direi.

Ma andiamo con ordine …

Una volta usciti dall’ospedale Isabella, Veronica ed io ci siamo diretti verso la nostra reggia. L’emozione era tanta proprio come la voglia di metterci alle spalle l’esperienza appena conclusa e iniziare quella della quotidianità a tre.

Dieci minuti? Ne ho impiegati almeno il triplo!

Arrivati a casa, avreste dovuto vedere le feste che Luce ha riservato prima a Veronica e poi a Isabella. I cani sono davvero esseri magnifici.

Giusto il tempo di posare le valigie che la nostra piccola, segnalandoci il suo desiderio con una voce angelica, ha richiesto la sua pappa.

Tac, detto fatto!

Una volta a pancia piena, Isabella si è fatta cullare un po’ da me ed è caduta in un profondo sonno. Stiamo continuando così da ormai più di 24 ore, intervallando la pappa e il sonno con il cambio di pannolino naturalmente.

Ecco, a proposito di cambio pannolino … voglio suggerirvi Tommee Tippee Sangenic Tec (questo è il link diretto per trovarlo su Amazon).

Il meccanismo a centrifuga garantisce un perfetto isolamento degli olezzi dei vostri piccoli

Si tratta di un’utilissima invenzione capace di intrappolare i pannolini ed ermeticamente eliminarne l’odore. Anche se si sa che la pupu dei neonati profuma! Sì, m’han detto …

Tirando le somme

Ad ogni modo in queste prime 24 ore, tutto sembrava andare per il meglio.

Poi abbiamo deciso di uscire di casa e portarla a spasso, a un quarto d’ora dalla sua poppata, in compagnia di Luce e con un cielo che già prometteva pioggia.

Risultato: crisi di pianto che manco il cantante dei System of a Down urlerebbe così tanto; Luce che correva senza freni per la via e il diluvio che, proprio in quell’istante, ha deciso di esplodere.

Ecco, forse, tutto questo potevamo evitarcelo con una minima di lucidità. Ma che volete farci … siamo fatti così.

Ma è dai propri errori che si possono trarre gli insegnamenti per un domani migliore e la Paposità mi ha insegnato che, alla fine della fiera, essere papà significa anche aspettare la prossima, scusate il francesismo, c***ta a cui poi trovare un rimedio.

Per oggi è tutto. A presto!

Padre di Isabella, autore di libri noir e appassionato di orologi a pendolo.

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